A seguito della cartolarizzazione
dei crediti L'Istituto della Previdenza Sociale - INPS -
ha ceduto ad alcune banche le posizioni di artigiani, commercianti
e imprese, ritenute debitorie. Tali istituti di credito
si servono del Servizio Riscossione Tributi - Esattorie-
per esigere i loro crediti. Spesso però le situazioni
rilevate risalgono a molti anni fa oppure, specie per le
aziende, vengono gravate da sanzioni e interessi elevatissimi.
Ci si può quindi trovare innanzi alle c.d. "cartelle
pazze" ovvero a cartelle esattoriali contenenti contributi
(crediti) già prescritti ovvero si potrebbe essere
costretti a pagare somme ben più onerose di quanto
dovuto. Il primo rimedio è quello di opporsi alle
cartelle esattoriali contenenti esazioni dell'INPS nel termine
di 40 giorni dalla data di notifica delle stesse (il rito
è quello del lavoro). Nel caso di cartelle già
esecutive (quindi non opposte) ma contenenti le vecchie
sanzioni (la legge 388/00) ha modificato l'importo di queste,
si può richiedere all'Inps (specie se vi è
in corso una rateazione) di ricalcolare gli importi dovuti.